Cane ansioso? Dipende dal padrone

I disturbi dell’umore sono un argomento assai frequente ai giorni nostri, e l’ansia come tale non è da meno. Anche Fido può soffrire e gli studi parlano chiaro: “se il cane è ansioso spesso è colpa del padrone” .

Un cane ansioso si vede dal padrone

Mi trovavo ad una lezione di educazione di base, quando sia io che l’educatore ci accorgiamo di una ragazza con un grosso maschio di pastore tedesco, che sembrava insicura e piuttosto in ansia.

Tendeva a stare da sola piuttosto che in gruppo, e continuava a schioccare le dita delle mani nervosamente. La cosa curiosa é che questo atteggiamento sembrava riflettersi sul suo cane: mostrava chiari segnali di stress, si leccava le labbra e sbadigliava e quando l’istruttore alzava la voce o si spostava velocemente, lui tendeva le orecchie all’indietro. Un cane visibilmente ansioso.

Ed é cosi che uno dei trainer che sedeva in quel momento dietro di me mi disse :” sai come si dice? La tensione passa attraverso il guinzaglio”.

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É un’osservazione che si sente spesso fare dagli educatori cinofili, tendenzialmente le persone ansiose e stressate sono proprietarie di cani nervosi e spesso tesi.

Una recente ricerca dell’ Università di Vienna ha recentemente trattato il complesso tema di questi atteggiamenti.

Il team di ricercatori é stato capitanato da Iris Shöberl del Dipartimento di Biologia del Comportamento e lo studio é stato pubblicato dalla rivista Plos One.

Il cortisolo, ormone dello stress

Nei recenti studi sulle reazioni emotive di cani e persone, i ricercatori si basano sui livelli di cortisolo, un ormone che cambia in relazione allo stress che ogni inviduo affronta.

Se si scatta una fotografia dello stato emotivo di qualcuno, più alto é il livello di cortisolo, piú l’individuo si mostra stressato. Se si guarda in generale alle situazioni emotive e di stress che una persona o un cane sperimentano nella loro vita é importante osservare come i livelli di cortisolo cambiano quando esso é sottoposto a stress per lungo tempo.

Sindrome di adattamento generale

Hans Selye, endocrinologo Canadese, spiega questo fenomeno in quella che lui chiama Sindrome di Adattamento Generale.

Hans spiega che quando un individuo affronta uno stress, il corpo agisce cercando di auto difendersi rilasciando degli ormoni dello stress, detti corticosteroidi. Tuttavia se lo stress continua per lungo tempo, oppure si presenta spesso, l’abilità del corpo di combatterlo e respingerlo diventa sempre meno forte.

Un individuo molto stressato e ansioso avrà difficoltà a reagire positivamente ad uno stress recente, anche se di minore intensità, e questo provoca dei piccoli cambiamenti nel livello di concentrazione di cortisolo.

Ritornando quindi agli studi che abbiamo citato, se in un animale o in una persona si verificano piccoli cambiamenti nei livelli di questo ormone, siamo di fronte ad un individuo che si é trovato in un forti situazioni di ansia o stress che si presentano frequentemente o per lunghi tempi.

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Gli studi

É stato fatto uno studio con 132 cani e i loro amici umani.

Sono stati prelevati diversi campioni di saliva sia dei proprietari che dei loro amici a quattro zampe per diverse volte, per misurare il livello di ormone delle stress, mentre i cani venivano esposti a delle situazioni per loro nuove in grado di provocare una moderata ansia.

Per esempio un individuo che cerca di approcciare il cane indossando una felpa con cappuccio e una maschera da sci, oppure il proprietario che cammina con il cane in una zona instabile o pericolosa come un ponte, oppure ancora separare cane e proprietario per un periodo di tempo prolungato.

Nevroticismo e gradevolezza

Sono stati condotti anche molti studi sulla personalità dei proprietari, tra cui forse i più interessanti sono stati quelli su nevroticismo e sulla gradevolezza.

Per gli psicologi che studiano la personalità, il nevroticismo consiste nella tendenza a provare facilmente emozioni negative, come ansia, rabbia, depressione, pessimismo e vulnerabilità.

Le persone che hanno un alto livello di nervoticismo sono quelle molto sensibili e nervose, mentre quelle che banno basso livello di nevroticismo sono sicure di sé e confidenti.

In questo studio, proprietari di cani con alto livello di nevroticismo, hanno sensibili cambiamenti nella concentrazione di cortisolo. Di conseguenza, i loro cani hanno più difficoltà ad affrontare stress e pressioni.

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Possiamo contrastare questo effetto con la gradevolezza, cioè la tendenza ad essere collaborativi ed amichevoli invece che sospettosi e antagonistici. Gli studi ci svelano che cani con proprietari molto gradevoli e positivi hanno notevoli variazioni nell livello di cortisolo, e di conseguenza riescono ad avere una reazione pronta e positiva a situazioni che generano stress e ansia.

Le interazioni uomo-cane

Un’altra considerazione interessante la possiamo fare osservando le interazioni che avvengono con individui dello stesso sesso o diverso.

La ricerca ha infatti dimostrato che cani maschi appartenenti ad una proprietaria donna sono generalmente meno socievoli di cani maschi con proprietari uomini.

Altre ricerche invece sottilineano che solitamente i cani di sesso femminile tendono ad essere più ansiosi e nevrotici.

Da tutto ciò si trae la conclusione che cani maschi appartenenti a proprieari di sesso femminile hanno meno variabilità nei livelli di cortisolo e quindi una risposta meno positiva nel fronteggiare ansia e stress.

Quello che i ricercatori vogliono enfatizzare è che il risultato dei loro studi mostra chiaramente che le caratteristiche sociali e la personalità di cani e proprietari interagiscono profondamente.

Il modo in cui l’umano affronta ogni situazione andrà a modellare la personalità e il carattere del proprio animale domestico.

 

Ciò che Shöberl in conclusione vuole comunicarci è che “Se i proprietari sono negativi e pessimisti, i loro cani leggono le loro emozioni e le traducono pensando che il mondo sia qualcosa di pericoloso e si comportano di conseguenza.

Quindi di fronte ad un umano pessimista avremo un cane con più difficoltà a gestire lo stress quotidiano”.

Fonti:

Schöberl I, Wedl M, Beetz A, Kotrschal K, (2017). Psychobiological Factors Affecting Cortisol Variability in Human-Dog Dyads. PLoS ONE 12(2): e0170707. doi:10.1371/journal.pone.0170707


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